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Il Sahara occidentale

Term Paper 2006 14 Pages

Politics - International Politics - Region: Africa

Excerpt

Contenuto

1. Un conflitto dimenticato?

2. Il conflitto sul territorio ovest sahariana
2.1 La storia fino alla ritirata spagnola
2.2 L’occupazione e la guerra di liberazione

3. Il ruolo delle potenze straniere ed delle organizzazioni internazionali: analisi
3.1 Il Marocco
3.2 La Mauritania
3.3 L’Algeria e la Libia
3.4 La Spagna
3.5 Il Francia e gli Stati Uniti
3.6 L’ONU e l’OUA

4. La situazione oggi

1. Un conflitto dimenticato?

Il Sahara occidentale è una delle regioni meno conosciute nel continente africano. Tra le grandi città Tantan al nord e Nouadhibou al sud s’estendono per 272.000km² circa di quasi solo deserto il qual è appena popolato. Nelle regioni di Seguiet-el Hamra con 82.000km² e il Rio di Oro con 190.000km², che erano entrambe colonie spagnole, continua ancora una delle più lunghe guerre di liberazione nel mondo[1]. Dal 1967 il popolo dei saharawi, meno di 400.000 persone che erano soprattutto nomadi, cercarono di liberare il loro territorio. Dopo la lotta contro il potere coloniale fino al 1975, seguirono combattimenti contro il Marocco e la Mauritania, che si spartirono l’area fra di loro. Benché ci fossero stati alcuni tentativi per liberare l’ovest Sahara, soprattutto dalle Nazione Unite e dall’Unione Africana, la questione su questa regione non fu mai risolta fino ad oggi. Quei tentativi sembravano sempre deboli e segnati da irrisolutezza ed indecisione in considerazione specialmente del Marocco che non lesso mai di vedere il Sahara occidentale come il suo territorio.[2]

Un conflitto dimenticato nel deserto?

Il paper seguente cercherai di illustrare la storia di questa regione e questo conflitto, analizzando non solo gli avvenimenti passati, ma anche i ruoli di poteri stranieri. Infine ci sarà una descrizione della situazione attuale cercando di capire se si tratta davvero di un conflitto caduto in oblio.

2. Il conflitto sul territorio ovest sahariana

2.1 La storia fino alla ritirata spagnola

Il territorio dei saharawi, in altre parole in arabo “originario del deserto”, si affaccia sull’Atlantico e confina al nord con il Marocco, al sud e est con la Mauritania, e per pochi km con l’Algeria. Dopo la conferenza di Berlino del 1885, il territorio rimasto libero diventò una colonia degli spagnoli che non si occupavano molto dell’esistenza delle tribù. Durante il periodo di decolonizzazione fino al 1956, a prescindere da alcune missioni francesi che volevano estendere il controllo sul Sahara occidentale, non successe poco o quasi niente. La regione non era interessante né per le potenze straniere, né per gli organizzazioni internazionali. Negli anni 50 però la guerra d’Algeria, le tese nazionalistiche del Grande Marocco[3] e la scoperta di fosfato nell’ovest Sahara, cambiò la situazione totalmente. Il territorio diventò più interessante per l’estero soprattutto per la Spagna che cominciò a colonizzare la regione in un modo più intenso. Per il Marocco e il suo sogno di un gran regno, il Sahara fu considerato come area sua. Nello stesso tempo si trasformò anche la società dei saharawi. L’urbanizzazione delle tribù, vale a dire la fine lenta del nomadismo e la nascita di movimenti di liberazione portò un vento nuovo sul Sahara occidentale. I due gruppi più grandi, il Movimento di Liberazione del Sahara[4], fondato da Mohammed Bassim e un’associazione di studenti saharawi di El Wali Mustapha Sayed, si riunirono nel Fronte POLISARIO nel 1973 (POLISARIO vuol dire: popolare di liberazione del Segiuet-el Hamra e Rio di Oro). Legittimato dalle dichiarazioni dell’ONU dei diritti dei popoli colonizzati all’autodeterminazione nel 1960 il Fronte POLISARIO cominciò a lottare contro la spagna-franchista. La Spagna non si ritirò perché temeva di perdere le grandi risorse di fosfato, nonostante che l’ONU proponesse la decolonizzazione con un referendum Nel 1975 l’ONU riconobbe il Fronte POLISARIO nell’ovest Sahara come la forza politica legittima, benché ci fossero anche movimenti filomarocchini e filomauritani.[5] La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia però prese la decisione che il Sahara occidentale, per quanto riguarda la fase prima della colonizzazione, fosse controllato dal Marocco e dalla Mauritania o fu terra di nessuno. L’indipendenza di uno stato sahariano sovrano fu negato dal corto. Perciò il re marocchina Hassan II lanciò la Marcia Verde – 350.000 marocchini che invasero l’ovest Sahara con l’appoggio dell’esercito – nel 6 novembre 1975. La Spagna, con un Franco morente che segnò un cambiamento totale alla democrazia, le dette l’amministrazione del territorio a Marocco e Mauritania in cambio di vantaggi economici. Il 26 febbraio 1976 il Sahara occidentale venne occupato[6].

2.2 L’occupazione e la guerra di liberazione

Un giorno dopo il Fronte POLISARIO proclamò l’indipendenza del Sahaa occidentale, la cosiddetta, Repubblica Araba Saharawi Democratica[7] che è oggi riconosciuta da 72 paesi e fa anche parte dell’Unione Africana[8]. Dopo anni d’attività di guerriglia – il Marocco e la Mauritania erano troppo forti ad essere attaccato in diretta – la Mauritania si ritirò nel 1979 firmando un trattato di pace con il Fronte POLISARIO. L’esercito marocchino occupando immediatamente la parte meridionale dell’ovest Sahara, venne attaccato dal Fronte POLISARIO con l’appoggio dell’Algeria e della Libia. Così il Marocco cambiò la sua strategia, costruendo un muro di protezione, che separasse il terzo del territorio sahariano controllato dal Fronte POLISARIO, dal resto. Dopo la conferenza dell’ONU nel 1981 a Nairobi, il re Hassan II accettò una proposta di un referendum sotto il controllo internazionale.

Ma fino ad oggi, sebbene ci sia stata una risoluzione dell’ONU nel 1985 e della trattativa indiretta tra Marocco e il Fronte POLISARIO, la situazione non cambiò. Oggi mentre il Marocco cerca di assimilare la regione e il Fronte POLISARIO controlla un terzo di territorio, il referendum è già stato spostato alcune volte.[9] La gran parte del popolo saharawi è fuggita e persevera in grandi tendopoli vicino a Tindouf dopo il confine tra l’Algeria e il Sahara occidentale. Ci sono anche repressioni gravi contro i saharawi nel territorio occupato benché l’ONU cercano di osservare la situazione. Tuttavia esiste un trattato di pace tra il Marocco e il Fronte POLISARIO da 1991, anche se né un referendum né la liberazione è cominciata fino a adesso.[10]

Insomma questo conflitto non è dimenticato nel deserto dalle organizzazioni internazionali, manca però una soluzione generale. Si devono descrivere i loro ruoli, Siccome è difficile comprendere la situazione politica senza che si analizzi ogni paese coinvolto. Di principale interesse sono il Marocco, l’Algeria, la Mauritania, la Spagna, il Francia, gli Stati Uniti, l’ONU e infine anche (O)UA[11].

[...]


[1] Gaudio, Attilo: L’ouest saharien, p.120-125; Polaris S.r.l; Paris 1997

[2] Magni, Beatrice: La Repubblica Araba Saharawi Democratica, p.7-17; Tipolitografia FD; Bologna 1998

[3] Tesi del Istiqulal, il partito nazionalista marocchina mirando al Sahara occidentale, alla Mauritania, alle Isole Canarie, al Mali e all’Algeria come un gran regno marocchino

[4] MLS, fondato nel 1967

[5] Ramondino, Fabrizia:POLISARIO, p.9-29; Gamberetti Editrica; Roma 1997

[6] Damiani, Emmanuela: Note storiche, p-44-62; in: Marocco; Editoria Ratti; Milano 2003

[7] RASD

[8] Riconoscimento dal Unione nel novembre 1984 con la conseguente uscita del Marocco

[9] Gaudio, Attilo: L’ouest saharien, p.144-146; Polaris S.r.l; Paris 1997

[10] Magni, Beatrice: La Repubblica Araba Saharawi Democratica, p.33-35; Tipolitografia FD; Bologna 1998

[11] l’Unione Africana si chiamava fino a 2003 Organizzazione per l’Unità Africana

Details

Pages
14
Year
2006
ISBN (eBook)
9783638592383
ISBN (Book)
9783638775892
File size
451 KB
Language
Italian
Catalog Number
v66852
Institution / College
University of Bologna – Facoltà di scienze politiche
Grade
1,0
Tags
Sahara Paesi Mediterraneo Marokko Polisario Front Italienisch Westsahara Mauretanien Mali Algerien

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Title: Il Sahara occidentale